BT Group: Pergole bioclimatiche e Tende da sole

Dalle pergole bioclimatiche con lamelle orientabili e retraibili alle tende da sole a bracci e a caduta, BT Group sviluppa sistemi per la protezione solare nei quali struttura, automazione, controllo climatico e design concorrono alla progettazione dello spazio outdoor.

Pergola bioclimatica R600 Pergoklima

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BT Group è un'azienda italiana specializzata nella protezione solare e nell'outdoor. La produzione comprende pergole bioclimatiche, tende da sole a bracci, sistemi a caduta e soluzioni motorizzate.

 

BT Group: dalla protezione solare al progetto dell’outdoor

La storia di BT Group nasce nel 1954 a Monza, all’interno della tradizione artigianale della Brianza. L’attività originaria, avviata da Ambrogio Radaelli nel settore della tappezzeria e dell’imbottito, evolve progressivamente fino alla specializzazione nelle schermature solari durante gli anni Settanta. Nel 1982 il trasferimento produttivo a Lesmo, in una superficie di circa 41.000 m²,  accompagna il passaggio a una dimensione industriale, mentre negli anni successivi il catalogo si amplia verso sistemi sempre più complessi per la copertura e la valorizzazione degli spazi esterni.

La trasformazione è significativa perché riflette l’evoluzione dell’intero settore. La tenda da sole, inizialmente considerata soprattutto una protezione applicata all’edificio, diventa progressivamente parte del progetto architettonico. Con le pergole bioclimatiche il passaggio è ancora più evidente: non si interviene soltanto sulla radiazione solare, ma si crea una struttura capace di regolare ombra, ventilazione, illuminazione naturale e protezione meteorologica.

Una produzione orientata alla personalizzazione

Uno degli elementi ricorrenti nella filosofia produttiva è la possibilità di configurare strutture e schermature in funzione dell’architettura nella quale devono essere inserite. Pergole e tende sono disponibili in numerose varianti dimensionali, cromatiche e funzionali e possono essere integrate con motorizzazioni, illuminazione LED, schermature laterali e sistemi di chiusura. Il concetto di prodotto su misura assume quindi un significato tecnico, prima ancora che estetico.

In una schermatura solare correttamente progettata occorre infatti valutare orientamento dell’edificio, esposizione, dimensione della superficie da proteggere, azione del vento, tipo di supporto, geometria della facciata e modalità di utilizzo. Una tenda installata su un balcone condominiale risponde a esigenze differenti rispetto a una pergola destinata al dehors di un ristorante o alla copertura di un ampio terrazzo.

Alluminio, acciaio inox e protezione delle superfici

L’alluminio è il materiale predominante nelle pergole bioclimatiche e in molte strutture delle tende da sole. Il rapporto favorevole tra massa e resistenza, la stabilità nel tempo e la possibilità di ottenere profili estrusi complessi lo rendono particolarmente indicato per sistemi che devono integrare gronde, guide, alloggiamenti per motori e cablaggi.

Le parti metalliche possono essere abbinate a viteria e componenti in acciaio inox. La verniciatura a polveri poliestere consente inoltre di proteggere la superficie e di adattare cromaticamente la struttura all’edificio. BT propone numerose finiture RAL (scala di colori) e speciali; alcune gamme utilizzano anche finiture denominate Frozen, sviluppate per riflettere maggiormente la radiazione infrarossa e contenere il riscaldamento superficiale della verniciatura.

Automazione come componente del sistema

Nelle soluzioni contemporanee la motorizzazione non è più un semplice accessorio. Il controllo elettrico permette di gestire con precisione la posizione delle lamelle di una pergola o l’estensione del telo di una tenda, rendendo possibile una regolazione molto più efficace delle condizioni di ombreggiamento.

L’integrazione con illuminazione LED e dispositivi di comando trasforma così la schermatura in un vero sistema tecnologico per l’outdoor. Nei progetti più evoluti la progettazione elettrica deve essere coordinata fin dall’inizio con quella strutturale, prevedendo alimentazioni, passaggi dei cavi, accessibilità dei motori e possibilità di manutenzione.

Pergole bioclimatiche

Le pergole bioclimatiche rappresentano una delle aree tecnologicamente più sviluppate della produzione aziendale. La loro caratteristica fondamentale è la copertura formata da lamelle in alluminio la cui posizione può essere modificata per controllare il rapporto tra spazio coperto e condizioni climatiche esterne.

Con le lamelle aperte è possibile favorire il passaggio dell’aria e della luce; modificandone l’inclinazione si aumenta progressivamente l’ombreggiamento; nella posizione prevista per la chiusura, il sistema contribuisce alla protezione dalla pioggia attraverso guarnizioni, gronde e canalizzazione dell’acqua verso i montanti.

È importante sottolineare che il termine bioclimatica non significa climatizzazione artificiale dello spazio. Il principio consiste invece nell’utilizzare in modo controllato radiazione solare e ventilazione naturale, adattando la copertura alle condizioni ambientali. La qualità del comfort dipende quindi anche da esposizione, orientamento delle lamelle, chiusure laterali e caratteristiche del sito.

R600, R620 e R625 Pergoklima

La famiglia Pergoklima interpreta il principio classico della pergola a lamelle orientabili. La R600 utilizza una struttura in alluminio con gronda perimetrale da 20 x 20 cm e raccolta dell’acqua integrata nei montanti. La copertura è costituita da lamelle da 22 x 4 cm, orientabili da 0° a 140°, movimentate mediante motore lineare a bassa tensione. Guarnizioni e gronde laterali partecipano alla gestione dell’acqua quando la copertura viene chiusa.

La R620 Pergoklima mantiene lamelle da 22 x 4 cm con rotazione fino a 140°, adottando una gronda perimetrale da 20 x 16,5 cm e montanti da 13 x 13 cm. Nella configurazione indicata dal produttore può raggiungere in modulo unico dimensioni massime di circa 4 x 5,10 metri.

Nella gamma 2026 compare inoltre la R625 Pergoklima, caratterizzata da struttura in alluminio, lamelle da 22 x 4 cm orientabili da 0° a 140°, motore lineare a bassa tensione e raccolta dell’acqua integrata nei montanti. Il produttore dichiara un peso medio della struttura di 27 kg/m² e indica tra le caratteristiche protezione dal sole e dalla pioggia, resistenza al carico del vento e possibilità di integrare illuminazione LED.

Orientamento delle lamelle e comfort naturale

La rotazione fino a 140° consente di modulare in modo sensibile l’incidenza della radiazione solare. Durante i mesi caldi è possibile ridurre l’irraggiamento diretto mantenendo un’apertura utile al passaggio dell’aria; nelle stagioni intermedie la posizione può essere modificata per aumentare l’apporto luminoso.

Dal punto di vista energetico la pergola diventa particolarmente interessante quando è addossata all’edificio. Una corretta schermatura delle superfici vetrate può infatti limitare gli apporti solari estivi prima che raggiungano l’involucro, agendo secondo un principio più efficace rispetto alla sola protezione interna.

Pergonext e Pergomove: lamelle orientabili e retrattili

Un’evoluzione importante del sistema bioclimatico è rappresentata dalle coperture che non si limitano alla rotazione delle lamelle ma consentono anche di retrarla e impacchettarla. In questo caso è possibile passare da una copertura pressoché completa a un’apertura molto più ampia verso il cielo.

R680 Pergonext adotta un doppio movimento, orientabile e retraibile. Le lamelle in alluminio misurano 22,8 x 5,2 cm e possono essere movimentate e impacchettate nell’intervallo previsto dal sistema fino a 70°. La gronda perimetrale misura 20 x 21,5 cm e convoglia l’acqua nei montanti. Il funzionamento utilizza un doppio motore e la dimensione massima dichiarata per un modulo raggiunge circa 4,50 x 6,05 metri.

Pergomove sviluppa ulteriormente il concetto della copertura retrattile. Le lamelle da 22,5 x 4 cm possono essere raccolte lateralmente, liberando una parte molto consistente della copertura. La struttura utilizza una gronda perimetrale da 20 x 21,5 cm con raccolta dell’acqua integrata nei montanti e può raggiungere, nelle configurazioni dichiarate, dimensioni di circa 4,50 x 6 metri.

Perché scegliere una copertura retraibile

Il vantaggio principale consiste nella maggiore libertà di utilizzo stagionale. Una pergola con sole lamelle orientabili conserva comunque la presenza fisica della copertura anche quando le lame sono completamente aperte. Con una soluzione retraibile una parte delle lamelle viene invece raccolta, aumentando la visuale libera e l’ingresso di luce dall’alto.

La maggiore complessità cinematica richiede, tuttavia, una progettazione accurata dei meccanismi, delle guide e della motorizzazione. Come in ogni sistema mobile per esterni, manutenzione periodica e rispetto delle condizioni d’impiego indicate dal produttore sono essenziali per preservarne l’affidabilità.

Pergospace, Pergosky, Pergofree e Pergoexe

Altri modelli della gamma rispondono a esigenze architettoniche specifiche. R640 Pergospace, ad esempio, integra nella struttura la predisposizione per chiusure ZIP e sistemi tuttovetro, con binario superiore incorporato nella gronda. Le lamelle da 22 x 4 cm ruotano fino a 140° e il sistema può raggiungere circa 4,50 x 8 metri in modulo unico. Tra le caratteristiche dichiarate figurano inoltre lamelle coibentate e insonorizzate e resistenza alla neve.

Pergosky associa la pergola bioclimatica a un sistema perimetrale tuttovetro scorrevole, puntando sulla continuità visiva tra spazio protetto e paesaggio. È una configurazione particolarmente indicata quando la pergola deve assumere il carattere di un ambiente outdoor fortemente definito ma visivamente trasparente.

Con Pergofree si introduce invece una porzione vetrata direttamente nella copertura. Il sistema combina lamelle da 22 x 4 cm orientabili fino a 140° con un elemento vetrato fisso: la parte trasparente ha una luce utile dichiarata di 70 cm e sostituisce cinque lamelle. La soluzione consente di aumentare l’ingresso permanente della luce naturale in una zona selezionata della copertura.

Pergoexe propone una struttura più compatta, con profilo perimetrale da 20 x 11 cm, montanti da 13 x 13 cm e lamelle da 21 x 6 cm orientabili da 0° a 120°. Le dimensioni massime dichiarate per un singolo modulo sono di circa 4 x 5 metri.

Autoportante o addossata alla facciata

Molte pergole possono essere configurate come autoportanti oppure addossate all’edificio. La prima soluzione consente di creare una zona protetta indipendente nel giardino o su una grande terrazza; la seconda utilizza la facciata come riferimento e permette di realizzare una continuità più diretta con gli spazi interni.

La scelta non è soltanto formale. Nel sistema addossato devono essere attentamente verificati il supporto murario, i fissaggi, l’impermeabilizzazione del nodo con la facciata e il percorso dell’acqua. Una struttura autoportante richiede invece particolare attenzione ai punti di ancoraggio delle piantane e alle azioni trasmesse alla pavimentazione o alla struttura sottostante.

Tende da sole

Accanto alle pergole, le tende da sole costituiscono una gamma articolata di schermature destinate a finestre, balconi, terrazzi e spazi commerciali. Il catalogo distingue principalmente tende a bracci e tende a caduta, con differenti sistemi di cassonetto, guide e movimentazione.

Rispetto a una pergola, la tenda da sole utilizza una struttura molto più leggera e interviene prevalentemente sul controllo della radiazione solare. Il vantaggio è rappresentato dal ridotto ingombro e dalla possibilità di ritrarre completamente o quasi completamente la schermatura quando non serve.

Tende a bracci estensibili

Nelle tende a bracci il telo viene proiettato verso l’esterno mediante bracci estensibili che lavorano mantenendo il tessuto in tensione. La soluzione è particolarmente efficace per balconi e terrazzi perché non richiede montanti frontali e lascia completamente libero lo spazio sottostante.

R75 Stone: cassonetto a scomparsa totale

R75 Stone è una tenda motorizzata con cassonetto a scomparsa totale. Quando viene richiusa, telo e meccanismi risultano protetti all’interno dell’involucro, riducendo l’esposizione diretta agli agenti atmosferici. Il sistema prevede installazione a soffitto, carter laterali in alluminio, viteria esposta in acciaio inox e regolazione micrometrica dell’inclinazione. Le dimensioni massime dichiarate per il modulo singolo sono di 500 x 240 cm.

Il produttore indica per R75 Stone resistenza al vento in Classe 2 e conformità alle prove previste per questa tipologia di prodotto nell’ambito della EN 13561. La presenza di illuminazione LED integrata nella struttura mostra inoltre come la tenda venga oggi concepita non soltanto come dispositivo schermante, ma come parte dell’allestimento architettonico del balcone.

R97 Stone: la nuova generazione compatta

Tra le novità 2026 figura R97 Stone, tenda motorizzata con cassonetto a scomparsa totale progettato per contenere l’ingombro anche su balconi con spazio verticale limitato. Può essere installata a parete o a soffitto, adotta una regolazione micrometrica dell’inclinazione e può integrare LED nei bracci e, come optional, nel cassonetto. Il modulo singolo raggiunge una dimensione massima dichiarata di 600 x 425 cm.

La differenza dimensionale rispetto a R75 dimostra perché la scelta della tenda debba essere eseguita a partire dal vano reale. Aumentando larghezza e sporgenza crescono le sollecitazioni sui bracci, sulle staffe e soprattutto sui punti di fissaggio alla struttura edilizia. Il supporto deve essere quindi verificato in funzione della muratura, del calcestruzzo o degli altri materiali effettivamente presenti.

Tende a caduta e sistemi ZIP

Le tende a caduta verticale lavorano secondo un principio differente: il telo scende lungo il piano della facciata o del lato della pergola e protegge soprattutto dalla radiazione solare radente, dall’abbagliamento e dagli sguardi esterni. Sono particolarmente efficaci sui fronti orientati a est e ovest, dove il sole raggiunge le superfici con angoli più bassi.

Nei sistemi con tecnologia ZIP i bordi laterali del telo vengono trattenuti all’interno delle guide, migliorandone la stabilità rispetto a una semplice tenda libera. Questo principio è particolarmente utile per la chiusura laterale delle pergole, dove la schermatura verticale deve mantenere una geometria controllata anche in presenza di moderate sollecitazioni del vento.

Z115 Zip Plus e l’evoluzione delle chiusure laterali

Tra i sistemi Z115 Zip Plus utilizza un cassonetto e guide laterali antivento all’interno delle quali il telo viene vincolato mediante una cerniera ZIP. Il sistema può essere installato a parete o a soffitto ed è stato progettato anche per chiusure frontali e laterali di pergole e verande. La documentazione tecnica indica una dimensione massima di 4 metri di larghezza per 3 metri di altezza, con limiti inferiori quando viene utilizzato interamente PVC trasparente Cristal.

La gamma più recente comprende inoltre Z270 Zip Double, inserita tra le novità 2026. La presenza di sistemi verticali accanto alle pergole è strategicamente importante: la copertura superiore controlla il sole allo zenit e la pioggia, mentre la schermatura laterale interviene sulla radiazione a bassa incidenza e aumenta la possibilità di utilizzare lo spazio protetto in differenti momenti della giornata.

Prestazioni, comfort e criteri di progettazione

Il valore tecnico di pergole bioclimatiche e tende da sole non può essere giudicato soltanto dall’estetica. Ogni sistema deve essere dimensionato considerando azione del vento, superficie esposta, geometria della struttura, tipo di ancoraggio, condizioni ambientali e modalità di utilizzo.

Protezione solare e controllo del surriscaldamento

Una schermatura esterna correttamente dimensionata intercetta la radiazione prima che attraversi le superfici vetrate dell’edificio. Questo principio permette di ridurre sensibilmente il surriscaldamento estivo rispetto a una schermatura collocata esclusivamente sul lato interno.

La tenda da sole è particolarmente efficace quando l’obiettivo principale è creare ombra su una finestra, un balcone o una terrazza mantenendo limitato l’ingombro della struttura. La pergola bioclimatica assume invece una funzione più complessa, perché crea uno spazio protetto e modifica le condizioni di luce e ventilazione dell’intera area sottostante.

Vento, pioggia e carichi atmosferici

Le prestazioni nei confronti del vento devono sempre essere interpretate sulla base della configurazione certificata dal produttore. Una tenda aperta presenta una superficie esposta significativa e deve essere richiusa quando le condizioni meteorologiche superano quelle ammesse dal sistema. Sensori e automazioni possono migliorare la gestione, ma non sostituiscono il corretto dimensionamento dei fissaggi.

Nelle pergole bioclimatiche la gestione della pioggia avviene attraverso l’interazione tra lamelle, guarnizioni, gronde e montanti. Molti modelli  convogliano l’acqua all’interno dei profili verticali, evitando pluviali esterni visivamente invasivi. È tuttavia indispensabile mantenere puliti canali e scarichi affinché il sistema conservi la propria capacità di drenaggio.

Per alcuni modelli, come Pergospace e Pergofree, l’azienda dichiara anche caratteristiche di resistenza alla neve. La presenza di questa indicazione non elimina la necessità di verificare il progetto rispetto alla località di installazione, poiché i carichi climatici variano significativamente in funzione della zona geografica e della quota.

Il ruolo della posa

Anche un sistema di elevata qualità può perdere gran parte delle proprie prestazioni se installato su supporti inadeguati. Per tende e pergole è necessario conoscere il materiale strutturale effettivo al quale verranno trasferiti i carichi. Rivestimenti, cappotti termici e strati di finitura non devono essere confusi con il supporto resistente.

In presenza di isolamento a cappotto, ad esempio, il fissaggio deve attraversare lo strato isolante utilizzando sistemi idonei a trasferire le azioni alla struttura portante e, contemporaneamente, limitare ponti termici e infiltrazioni. Analogamente, una pergola installata su terrazzo richiede la verifica del pacchetto di pavimentazione e della struttura sottostante prima della definizione degli ancoraggi.

Manutenzione e durata

Le strutture in alluminio richiedono una manutenzione contenuta, ma non possono essere considerate prive di controlli. È opportuno verificare periodicamente serraggi, guide, articolazioni, guarnizioni, sistemi di scarico e parti motorizzate. Nelle tende occorre controllare anche lo stato del telo e la corretta tensione durante l’apertura.

La pulizia diventa particolarmente importante negli ambienti marini o fortemente inquinati, dove depositi salini e particolato possono accumularsi sulle superfici e nei meccanismi. Una manutenzione regolare aumenta la durata dei componenti e consente di individuare rapidamente eventuali anomalie prima che producano danni più estesi.

 

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