Biemme Finestre

Biemme Finestre sviluppa finestre e sistemi scorrevoli ad elevata componente progettuale, con soluzioni in alluminio a taglio termico, alluminio-legno e tecnologia ibrida PVC-alluminio, privilegiando profili ridotti, grandi superfici vetrate, isolamento termoacustico e integrazione con le architetture contemporanee.

Finestra, Collezione Lieve: minimalismo e luce

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Biemme Finestre sviluppa serramenti pensati per coniugare innovazione, qualità costruttiva e prestazioni, con particolare attenzione all’evoluzione delle architetture contemporanee e alle nuove esigenze dell’abitare. Design minimale, ricerca sui materiali e cura dei dettagli tecnici definiscono un’offerta orientata sia al residenziale sia agli interventi più complessi.

Biemme Finestre: innovazione e prestazioni nei serramenti

L’azienda ha costruito la propria identità nel settore dei serramenti attraverso una progressiva specializzazione nei sistemi in alluminio, negli oscuranti e, successivamente, nelle finestre ad alte prestazioni. L’azienda indica un’esperienza pluriennale nel comparto e un reparto di ricerca e sviluppo composto da professionisti con competenze maturate nell’arco di diversi decenni. Il percorso più recente è caratterizzato da investimenti produttivi, ampliamento degli stabilimenti e sviluppo di sistemi proprietari orientati alla riduzione delle sezioni visibili e all’incremento delle superfici vetrate.

Un passaggio significativo avviene alla fine degli anni Dieci con l’introduzione di prodotti capaci di combinare differenti materiali. Nel 2019 l’azienda presentava il sistema Lieve all’interno di un nuovo stabilimento, mentre negli anni successivi il potenziamento produttivo è proseguito attraverso nuovi impianti e linee automatizzate. Nel 2025, la crescita della famiglia Inversa ha portato l’azienda a raddoppiare alcune linee dedicate alla lavorazione del nuovo sistema ibrido.

Dal profilo tradizionale all’evoluzione della finestra

L’evoluzione tecnica del serramento contemporaneo ha modificato profondamente il rapporto tra telaio e vetro. Il profilo non è più soltanto l’elemento strutturale che sostiene l’anta, ma deve occupare la minore superficie possibile senza compromettere rigidezza, tenuta e isolamento. È in questa direzione che si colloca gran parte della ricerca: nodi centrali ridotti, telai meno invasivi e ante parzialmente o totalmente nascoste consentono di aumentare la quota di vetro all’interno dello stesso foro architettonico.

Il vantaggio non è esclusivamente estetico. A parità di vano murario, una minore sezione opaca permette un maggiore ingresso di luce naturale e una relazione più diretta con l’esterno. Il progetto deve tuttavia mantenere un corretto equilibrio: ridurre il profilo significa concentrare sollecitazioni meccaniche, ferramenta, guarnizioni e barriere termiche all’interno di sezioni più compatte.

Design minimale e comportamento strutturale

Nel serramento minimale la precisione della progettazione diventa quindi determinante. L’anta deve contrastare deformazioni dovute al proprio peso, alla pressione del vento e alle variazioni termiche; il vetrocamera contribuisce alla massa complessiva e, nei sistemi di grandi dimensioni, condiziona direttamente la scelta della ferramenta.

Per questo motivo il minimalismo applicato alle finestre non coincide con una semplice riduzione estetica dei profili. È il risultato di una diversa ingegnerizzazione del nodo finestra, nella quale profilo, vetro, ferramenta, guarnizioni e posa devono lavorare come un unico sistema.

Una gamma organizzata per tecnologia costruttiva

La divisione finestre distingue oggi tre famiglie principali: sistemi ibridi, con Inversa, Inversa Slide e Inversa Gold; sistemi alluminio-alluminio, comprendenti Reversa, Lunica Gold, Levante e Levante A/S; e sistemi alluminio-legno, rappresentati in particolare dalla linea Lieve. La distinzione consente di affrontare esigenze architettoniche e prestazionali differenti mantenendo come denominatore comune la ricerca di sezioni ridotte.

Finestre in alluminio, alluminio-legno e sistemi ibridi

La scelta del materiale incide sul comportamento del serramento, sulla manutenzione, sull’aspetto interno ed esterno e sulla configurazione del nodo termico. Sono utilizzati tre approcci differenti, ciascuno con una propria logica tecnica.

Alluminio a taglio termico

L’alluminio presenta caratteristiche particolarmente adatte alla realizzazione di finestre di grandi dimensioni. La sua elevata resistenza specifica permette di produrre profili relativamente sottili e dimensionalmente stabili, resistenti all’umidità e con limitate esigenze manutentive.

Essendo però un materiale ad alta conducibilità termica, nei serramenti destinati all’involucro riscaldato deve essere utilizzato con una configurazione a taglio termico. La continuità fra parte interna ed esterna del profilo viene interrotta mediante elementi isolanti che riducono il flusso di calore attraverso il telaio. Il risultato finale dipende dal progetto del profilo, dal vetrocamera e dalle dimensioni complessive della finestra.

Il rapporto tra profilo e superficie vetrata

Un serramento con sezioni ridotte permette di aumentare la superficie trasparente, ma la prestazione termica non può essere dedotta soltanto dalla quantità di vetro. È necessario considerare la trasmittanza del telaio, quella del vetrocamera, il bordo della vetrata e il rapporto geometrico tra le diverse superfici.

Per questo il valore di riferimento della finestra completa è Uw, mentre il parametro Ug riguarda esclusivamente la vetrata isolante. Due finestre equipaggiate con lo stesso vetrocamera possono quindi presentare valori Uw differenti a causa delle dimensioni e delle caratteristiche dei profili.

Alluminio-legno

Nel sistema alluminio-legno la superficie esterna sfrutta la resistenza dell’alluminio agli agenti atmosferici, mentre sul lato interno il legno introduce una percezione più calda e materica. Questa configurazione è particolarmente interessante negli interventi nei quali si vuole ottenere un serramento contemporaneo all’esterno mantenendo internamente il linguaggio tradizionale delle finestre lignee.

La progettazione del sistema misto richiede un’attenta gestione delle differenti dilatazioni dei materiali e dei punti di connessione tra struttura metallica e rivestimento ligneo. Il legno interno rimane protetto dall’esposizione diretta alle precipitazioni e alla radiazione solare, condizione favorevole alla stabilità della finitura.

Lieve e l’anta visivamente ridotta

La linea Lieve interpreta questo principio attraverso un’anta in alluminio con sezione visibile dichiarata di soli 15 mm. Il nodo laterale è indicato in 74 mm e quello centrale in 105 mm. Il sistema è disponibile con ferramenta visibile oppure a scomparsa; nella configurazione a una sola anta con Ug 0,5 W/m²K, è dichiarato un valore Uw pari a 1,0 W/m²K, che diventa 1,1 W/m²K nella configurazione a due ante indicata dal produttore.

La tecnologia ibrida PVC-alluminio

Con Inversa l’azienda introduce una terza logica costruttiva. Il sistema utilizza un profilo portante in PVC riciclato abbinato a elementi esterni in alluminio estruso. Il PVC svolge quindi una funzione strutturale e isolante, mentre l’alluminio protegge e caratterizza le superfici visibili. Il produttore dichiara l’assenza di rinforzi interni in ferro nel profilo in PVC e la riciclabilità del sistema.

La combinazione permette di evitare il tradizionale profilo metallico continuo tipico dell’alluminio, sfruttando invece la minore conducibilità del PVC. All’esterno rimangono però le caratteristiche estetiche e superficiali dell’alluminio, con possibilità di finiture RAL, effetti legno e configurazioni cromatiche differenziate.

Inversa: sezione minimale e isolamento

La versione a battente presenta un nodo centrale di 85 mm e un nodo laterale di 80 mm. Con vetro doppio il valore di trasmittanza dichiarato è Uw 1,3 W/m²K. Le cornici esterne in alluminio possono essere mono o bicolore e utilizzano, secondo quanto indicato dall’azienda, un sistema brevettato con angoli saldati.

Nel 2026 la famiglia è stata ampliata con Inversa Gold, configurata con triplo vetro e sviluppata per aumentare ulteriormente isolamento termico e acustico. Per questa versione Biemme dichiara un abbattimento sonoro fino a 43 dB e propone vetro temperato di serie, con possibilità di utilizzare una configurazione stratificata.

Finestre: i principali modelli

La gamma non si differenzia soltanto per il materiale. Battenti, scorrevoli in linea e alzanti scorrevoli rispondono a esigenze distributive e prestazionali differenti. La corretta scelta dipende dalla dimensione del vano, dalla quantità di vetro richiesta, dalla frequenza di apertura e dal livello di esposizione agli agenti atmosferici.

Lunica Gold: alluminio e triplo vetro

Lunica Gold è un sistema in alluminio a taglio termico sviluppato con particolare attenzione alla riduzione dei nodi e alla pulizia delle superfici. La versione Gold introduce guarnizioni del vetro nascoste, in modo da ridurre ulteriormente gli elementi visibili attorno alla lastra. Il nodo centrale piano misura 115 mm, mentre quello laterale è dichiarato in 75 mm.

La finestra utilizza una configurazione con triplo vetro e una trasmittanza Uw pari a 1,0 W/m²K con vetro Ug 0,5 W/m²K. Il sistema è indicato dall’azienda come utilizzabile nelle zone climatiche italiane da A a F.

Vetro a filo e continuità delle superfici

La ricerca estetica di Lunica Gold interessa soprattutto il rapporto fra telaio e vetrata. Portare il vetro visivamente vicino al profilo e nascondere le guarnizioni riduce la frammentazione del serramento e permette alla superficie trasparente di assumere maggiore importanza.

Dal punto di vista tecnico, tuttavia, la guarnizione continua a svolgere una funzione essenziale: assorbe tolleranze, contribuisce alla tenuta e separa correttamente vetro e profilo metallico. Nascondere questo componente richiede quindi una progettazione più accurata del nodo, non la sua eliminazione.

Reversa: telaio e anta nascosti

Reversa porta il principio del minimalismo verso una configurazione ancora più radicale. Il sistema è progettato in modo che dall’esterno l’anta risulti visivamente nascosta, mentre dall’interno viene ridotta la percezione del telaio. Il nodo centrale misura 85 mm e quello laterale 58 mm; le cerniere possono essere a scomparsa e l’anta può raggiungere un’apertura fino a 180°.

Per questa finestra si dichiara una trasmittanza termica fino a Uw 0,9 W/m²K e un isolamento acustico fino a 43 dB. Si tratta di valori che collocano il sistema nell’ambito dei serramenti destinati a involucri con elevate esigenze di comfort termoacustico.

L’anta nascosta e la luce architettonica

Il vantaggio principale dell’anta nascosta consiste nella possibilità di ridurre la differenza visiva tra parte fissa e parte apribile. Nei prospetti contemporanei questo permette di ottenere aperture più uniformi e una maggiore continuità della facciata vetrata.

La soluzione è particolarmente efficace quando viene combinata con controtelai e imbotti progettati per ridurre anche la porzione visibile del telaio perimetrale. Il risultato finale dipende quindi non soltanto dal serramento, ma dal modo in cui esso viene raccordato alla muratura.

Levante e Levante A/S: grandi aperture scorrevoli

Levante è il sistema scorrevole in alluminio sviluppato per grandi superfici trasparenti. Il nodo centrale dichiarato misura appena 22 mm e la soglia inferiore 20 mm. Con triplo vetro Ug 0,5 W/m²K il produttore indica una trasmittanza minima Uw di 1,3 W/m²K; con doppio vetro Ug 1,1 W/m²K il valore dichiarato è 1,8 W/m²K.

La variante Levante A/S utilizza invece il principio dell’alzante scorrevole. Prima dello scorrimento, la ferramenta solleva leggermente l’anta riducendo l’attrito delle guarnizioni; in chiusura il serramento viene nuovamente abbassato. L’azienda integra, oltre agli spazzolini, guarnizioni che lavorano in compressione e prevede la possibilità di adottare serrature di sicurezza. Il nodo centrale rimane di 22 mm, la soglia di 20 mm e il nodo laterale raggiunge 80 mm nella configurazione con serratura.

Scorrevole in linea o alzante scorrevole

La differenza tra le due tipologie è rilevante. Lo scorrevole in linea privilegia semplicità e riduzione delle sezioni, mentre l’alzante scorrevole consente di utilizzare guarnizioni in compressione e risulta particolarmente indicato quando si richiede una tenuta più elevata su aperture di grandi dimensioni.

La scelta deve considerare peso delle ante, esposizione alla pioggia battente, pressione del vento e frequenza di utilizzo. Per vetrate molto grandi è inoltre fondamentale verificare portata dei carrelli, rigidità delle lastre e deformazioni ammissibili dei profili.

Inversa Slide: lo scorrevole ibrido

Inversa Slide trasferisce la tecnologia PVC-alluminio della famiglia Inversa alla tipologia scorrevole. Il profilo portante utilizza PVC riciclato, mentre all’interno e all’esterno vengono applicate cover in alluminio. È disponibile con telaio sui quattro lati oppure con soglia ribassata, configurazione interessante quando si vuole ridurre la discontinuità tra pavimento interno ed esterno.

La maniglieria è stata progettata per limitare gli elementi sporgenti: sull’anta principale è prevista la maniglia Ergo 20, che richiede una rotazione contenuta per lo sblocco, mentre sull’anta secondaria viene utilizzato un comando incassato.

Prestazioni delle finestre e criteri di scelta

La qualità di una finestra ad alte prestazioni non può essere riassunta in un solo valore. Trasmittanza termica, isolamento acustico, permeabilità all’aria, tenuta all’acqua, resistenza al vento, sicurezza, durabilità e corretto funzionamento della ferramenta devono essere valutati insieme.

Isolamento termico: leggere correttamente Uw e Ug

Il parametro Uw esprime la trasmittanza dell’intera finestra e misura il flusso termico attraverso il serramento. Più basso è il valore, maggiore è la capacità isolante. Il valore Ug riguarda invece il solo vetro e non deve essere utilizzato per descrivere la prestazione complessiva della finestra.

Questo aspetto è particolarmente importante nei serramenti minimali. L’aumento della superficie vetrata modifica il rapporto tra Ug e Uw e può risultare vantaggioso quando viene utilizzato un vetrocamera molto performante. Il risultato deve comunque essere calcolato sulla specifica dimensione del serramento.

Doppio e triplo vetro

Il triplo vetro permette generalmente di raggiungere valori Ug inferiori rispetto a un doppio vetrocamera, ma introduce anche maggiore peso. Questo aumento deve essere considerato nel dimensionamento delle cerniere e, soprattutto, dei carrelli dei sistemi scorrevoli.

Non è quindi corretto scegliere la vetrata soltanto in base alla trasmittanza. Orientamento, dimensioni, fattore solare, trasmissione luminosa, isolamento acustico e sicurezza devono essere valutati in relazione allo specifico edificio.

Comfort acustico

L’isolamento acustico dipende dalla configurazione completa del serramento. Vetro stratificato acustico, differente spessore delle lastre e corretta dimensione delle intercapedini possono aumentare il potere fonoisolante, ma guarnizioni, telaio e posa rimangono altrettanto importanti.

Biemme dichiara per alcuni sistemi valori fino a 43 dB, come nel caso di Reversa e Inversa Gold. Il dato deve essere riferito alla configurazione sottoposta a prova e non può essere automaticamente esteso a qualsiasi dimensione, vetrazione o modalità di apertura.

Tenuta agli agenti atmosferici

Per un serramento esterno sono essenziali anche permeabilità all’aria, tenuta all’acqua e resistenza al carico del vento. Queste prestazioni descrivono la capacità della finestra di limitare infiltrazioni d’aria, impedire il passaggio di acqua sotto pressione e sopportare le deformazioni indotte dal vento.

La geometria delle guarnizioni, il numero dei punti di chiusura e la rigidezza di telaio e anta influenzano direttamente il comportamento. Nelle grandi aperture scorrevoli il problema è particolarmente complesso perché occorre conciliare facilità di movimento e pressione delle guarnizioni.

La posa completa il sistema finestra

Anche una finestra con ottime prestazioni di laboratorio può perdere efficacia se il giunto di posa non è correttamente progettato. Il collegamento fra serramento e muratura deve garantire continuità termica, controllo dell’aria e protezione dall’acqua, evitando ponti termici e condense superficiali.

Particolare attenzione deve essere riservata ai telai nascosti e ai sistemi minimali. Riducendo le superfici visibili aumenta l’importanza del coordinamento tra controtelaio, isolamento della spalletta, davanzale e finiture. Il nodo inferiore delle porte-finestre deve inoltre essere progettato tenendo conto del drenaggio e delle quote delle pavimentazioni.

 

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